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Storia di Massa Marittima

 

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Il territorio massetano è stato abitato fin dalla preistoria, come dimostrano i notevoli ritrovamenti nei dintorni della Città nella zona delle Monacelle e in quella detta delle Tane. Sia il periodo etrusco che quello romano hanno lasciato tracce importanti al Lago dell’Accesa, a Poggio Castiglione e a Massa Vecchia. Oltre ai ritrovamenti visibili nel museo archeologico cittadino sono da citare l’Ercole Callinico ritrovato nel XVIII secolo e conservato a Firenze e il sarcofago romano, ritrovato nel 1500 e conservato in Duomo. Il nome Massa significa insieme piuttosto consistente di proprietà e fino all’unità d’Italia identificava la Città. Non si usava infatti altro appellativo salvo, ogni tanto, utilizzare Metallorum per indicare l’attività preminente del Libero Comune, oppure Marittima per indicare la posizione sulle Maremme (l’altra Massa, capoluogo di provincia, era una fortezza che entrò a far parte della Toscana solo nel 1859). Massa Marittima divenne importante quando il Vescovo di Populonia vi trasferì la propria sede per sfuggire alle incursioni dei pirati. Da allora iniziò lo sfruttamento sistematico delle ricchezze minerarie da cui si ricavavano metalli largamente utilizzati, fra cui il prezioso argento. L’emergere di una ricca classe di produttori e commercianti di argento determinò l’affrancamento dal potere del Vescovo Conte e la nascita del Libero Comune che rimase indipendente dal 1225 al 1335, periodo storico di massima floridezza, in cui furono costruiti i monumenti che ancora si possono ammirare. Dopo l’ingresso dei Senesi in Città e la perdita dell’indipendenza, la peste del 1348 e l’esaurirsi del minerale d’argento portarono Massa ad una decadenza e ad uno spopolamento (da quasi 20000 abitanti nel periodo di massima espansione a circa 500 nei secoli successivi) che è durato fino alla metà del 1700. Con la ripresa dell’attività mineraria, la Città ha ritrovato, nel XIX e XX secolo e relativamente ai tempi, lavoro, prosperità e cultura. In quel periodo è stata una delle Cento Città d’Italia attive nel Risorgimento Italiano con propri valorosi volontari e caposaldo della lotta al nazifascismo che ha comportato tanti lutti e sacrifici alla popolazione da far meritare al Comune la Medaglia d’Argento al Valore Militare. Eroina di quel periodo, Norma Parenti, Medaglia d’Oro al Valore Militare, uccisa a soli 23 anni.

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